racconti erotici etero la sexy infermiera di notte

L’Infermiera di Notte

Avevo da poco compiuto 18 anni quando fui costretto a ricoverarmi in clinica per operarmi di appendicite.

Fino al momento del ricovero non avevo avuto alcun fastidio che facesse pensare ad un problema di appendicite, ma durante una visita al colon, il chirurgo mi disse che dovevo essere operato nel breve periodo.

Così andai in clinica e fui sottoposto a una serie di accertamenti e non sapendo il giorno in cui sarei stato operato mi preparai ad una lunga permanenza in clinica.

Stavo in clinica da qualche giorno e non sapevo che fare così, spesso, me ne andavo in giro per il reparto a chiacchierare con i pazienti e il personale tra cui, fra l’altro, c’era qualche infermiera niente male che sotto il camice bianco mostrava delle belle rotondità.

Fra le varie infermiere, quella che mi eccitava di più era l’infermiera del turno di notte che aveva al massimo una quarantina di anni, mora, con delle labbra carnose, occhi verdi e delle curve mozzafiato che a stento si nascondevano sotto il vestito da infermiera.

Fin dal primo giorno che l’avevo vista l’avevo anche desiderata. Avrei voluto affondare la testa nel suo seno prosperoso e stringere tra le mani le sue belle mammelle che vedevo costrette nel camice da lavoro.

Nonostante diversi approcci non riuscii a scambiare più di qualche parola con lei, forse per la differenza di età visto che avrebbe potuto essere, praticamente, mia madre.

Venni però a sapere che faceva sempre il turno di notte in quanto era separata dal marito e di giorno non aveva a chi lasciare la figlia piccola che invece di notte dormiva con una cugina.

Trascorse qualche altro giorno e un pomeriggio sul tardi venni chiamato da uno dei medici che mi comunicò che l’indomani mattina sarei stato operato.

Mi diedero un purgante e mi dissero di prepararmi per la tricotomia, ossia per la rasatura completa dei peli sul ventre e sul pube.

Chiesi un rasoio per compiere da solo l’operazione ma mi fu detto che era previsto che l’eseguisse il personale paramedico e di andare in camera e aspettare.

Feci come mi avevano detto e mi misi a letto a leggere. Trascorsero alcune ore, si fece quasi buio ma nessuno veniva a radermi.

Attesi un altro pò di tempo, poi spazientito andai in medicheria per vedere che fine avevano fatto e trovai proprio la sexy infermiera che mi arrapava e che aveva preso servizio per il turno di notte e le spiegai che aspettavo qualcuno per prepararmi all’intervento.

L’infermiera di notte controllò e vide che il mio nome era in lista e dovevo fare la tricotomia, fece qualche chiamata in reparto, ma non c’erano infermieri uomini in servizio e così mi disse che avrebbe provveduto lei a rasarmi il pube altrimenti il giorno dopo non sarei stato operato.

Le dissi che non ero molto daccordo, ma lei mi convinse che se non la lasciavo fare non mi sarei potuto operare e con un sorriso disse: “in fondo non sarà il primo che vedo e, spero, neanche l’ultimo.”

Mi mandò in camera e così mi abbassai il pantalone del pigiama in modo da scoprire solo ventre e pube tenendo ben nascosto il mio cazzo.

Dopo qualche minuto venne in camera pronta ad effettuare la rasatura e si mise a ridere dicendomi di scoprire tutto e togliere completamente i pantaloni del pigiama perchè si doveva radere anche intorno al mio pene.

Un pò imbarazzato, ma mi rassegnai e  rimasi completamente nudo dalla cintola in giù così lei inizio l’operazione di rasatura.

Devo dire che un pò perché ero molto imbarazzato, un pò perché cercavo di non pensare a quello che stava succedendo, un pò perché lei era molto professionale non ebbi alcuna reazione particolare al maneggio del mio membro e rimasi tranquillo osservandola mentre compiva l’operazione.

Uno dei motivi della mia riluttanza era dipeso anche dal fatto che temevo che il fatto che una donna mi toccasse il cazzo avrebbe potuto scatenare qualche reazione molto imbarazzante per me. Invece tutto sembrava andare per il giusto verso.

Dopo avere insaponato, iniziò la rasatura dei peli rimanenti. In breve tempo terminò l’operazione  riducendomi come un pollo spennato.

“Non ti muovere – mi disse – vado a prendere una cosa.” Uscì dalla stanza per rientrare poco dopo con un vasetto di crema. “Così non soffrirai per l’irritazione della pelle.”

Aprì il vasetto e prese un’abbondante quantità di crema che cominciò a spalmarmi sulla parte depilata. Spalmò la crema sul ventre poi sul pube e all’interno delle cosce, poi me ne spalmò anche un pò sulla base del mio membro.

Fu allora che iniziai ad avvertire una certa reazione, cercai di distrarmi guardando il soffitto e pensando ad altro, ma avvertivo il tocco della mano di quella infermiera così arrapante, che nel frattempo aveva tolto i guanti, sul mio pene e cominciai ad eccitarmi.

In pochi istanti il mio cazzo cominciò a crescere nelle mani dell’infermiera. Avrei voluto scomparire.

“Scusa –le dissi- è una reazione involontaria.” Lei sorrise, “non ti preoccupare, è normale, sto qui a toccarti da mezzora sarebbe stato anormale che non fosse successo nulla.”

Mentre parlava però non aveva smesso di spalmare la crema ed il mio membro non aveva smesso di crescere raggiungendo in breve una completa erezione.

L’infermiera avanti al mio cazzo duro cambiò il modo di guardarmi, mi guardò negli occhi e disse “Aspetta ora ci penso io.”

Lo impugnò e spingendo la mano in basso scopri il mio glande rosso e umido. Cominciò a muovere la mano su e giù stringendo forte, poi abbassò la testa e lo prese in bocca. Sentivo la sua lingua sul mio cazzo e le sue labbra stringere.

Muoveva la testa su e giù facendolo sparire tutto in bocca. Le infilai una mano nel camice afferrando le sue mammelle e le tirai fuori.

L’infermiera smise di succhiarmi il membro e lo racchiuse tra le sue tette iniziando a farmi una spagnola, vedevo i due capezzoli induriti puntati verso di me.

Alternava il massaggio con il seno a ripetute leccate sul mio cazzo eretto.

Le sollevai la testa baciandola e le sfilai completamente il camice. Sotto indossava solo un paio di calze autoreggenti bianche e un minuscolo perizoma, senza reggiseno.

Aveva un corpo magnifico, curve abbondanti e un seno da far paura. Mi avventai contro quelle montagne di carne succhiando avidamente i capezzoli duri e scuri.

La feci stendere sul mio lettino e, scostandole il perizoma con le dita, affondai la mia bocca nella sua vulva bagnata di desiderio.  Mi lasciò fare per qualche minuto poi disse “Prendimi!”

Si scostò con le dita il minuscolo indumento ed io con le mie dita le aprii la fica infilandole il mio membro eretto.

Iniziai a spingere dentro di lei mentre con la bocca mi deliziavo succhiandole le mammelle. I miei colpi aumentarono di intensità e vigore facendo cigolare il letto di metallo.

Puntai i piedi sul letto per fare presa ed avere una base più stabile per affondare meglio nella sua carne. Lei spalancò all’inverosimile le cosce aprendosi tutta al mio palo di carne.

All’improvviso ebbe un tremito e chiuse le gambe avvinghiandomi a lei. Io spinsi ancora più a fondo il mio cazzo e finalmente lei venne mordendomi su una spalla.

La baciai infilandole la lingua in bocca e continuai a spingere dentro di lei. Bastarono pochi colpi per farmi raggiungere un orgasmo dirompente ed estrassi il mio pene dalla sua vagina inondandole il ventre di bianco sperma calda.

Rimanemmo a lungo così abbracciati, uno sull’altro, i ventri sigillati dal mio sperma.

Poi l’nfermiera si scosse e rigirandosi mi fece stendere sulla schiena. Iniziò a baciarmi il petto, il seno e cominciò a scendere verso il mio ventre liscio.

Mi riprese il cazzo in bocca che in pochi secondi era di nuovo eretto. Cominciò a succhiarlo ripulendolo di ogni residuo del precedente amplesso.

Con una mano mi massaggiava i testicoli mentre con la bocca percorreva ogni centimetro del mio pene. Bastarono pochi minuti di massaggio combinato bocca mano per farmi venire con un gemito nella sua bocca.

Leccò avidamente ogni stilla del mio sperma e poi ci baciammo scambiandoci il sapore acre del mio vigoroso seme.

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